Riforma BCC: accolto l’impianto della proposta di autoriforma

Il decreto legge con il quale il Consiglio dei Ministri ha avviato il percorso di riforma del Credito Cooperativo, ha accolto l’impianto della proposta presentata, sin dalla scorsa estate, alle Autorità dal Credito Cooperativo italiano.

Particolare rilievo, nel decreto legge governativo, hanno – in tal senso – il mantenimento del principio di autonomia e di mutualità delle singole BCC; la previsione della costituzione di un Gruppo Bancario Cooperativo con una dotazione patrimoniale di almeno 1 miliardo; la definizione di “patti di coesione” atti a regolare, secondo un principio di meritevolezza, il rapporto tra BCC e Gruppo Bancario Cooperativo.

In attesa di conoscere compiutamente l’articolato del provvedimento, preoccupazioni vengono però espresse riguardo alla possibilità di consentire, alle BCC oltre una certa soglia patrimoniale, la cessione dell’attività bancaria ad una Spa con un affrancamento del 20% delle riserve indivisibili. Una previsione, secondo Federcasse, che va nel senso contrario rispetto a quello ufficialmente perseguito, in quanto favorisce la frammentazione bancaria e finisce con lo scoraggiare il fare banca con finalità mutualistiche, indebolendo di fatto la “coerenza cooperativa” dell’intero sistema.

CS-BCC-POST-EMANAZIONE-DECRETO-RIFORMA-11.2.2016

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